martedì 15 gennaio 2013

Acquisti online di prodotti ecobio!

Dal sito Il Giardino di Arianna ho acquistato alcuni prodotti di bellezza ecobio e volevo segnalarvi queste marche, perchè usano ingredienti naturali, hanno ottime certificazioni e non sono neppure costosissime!
 
Ho provato il mascara della Benecos, che costa meno di 5 euro, e l'ho trovato un degno sostituto del mascara della Lancome che usavo da anni.



Per i Birbi ho comprato il gel detergente corpo-capelli di Biofficina toscana, formulato con tensioattivi di origine vegetale e adatto alle pelli delicatissime dei bambini. Contiene olio di oliva toscano, camomilla, elicriso, calendula, tutto da agricoltura biologica. Non contiene PEG, parabeni, petrolati, SLS, SLES, alcool, siliconi e conservanti. Ottimo! In più è cruelty free e adatto ai vegani perchè non contiene nessun ingrediente di origine animale.
 
Infine, data la mia recente passione per i saponi, ho preso un sapone all'olio di argan e all'olio di oliva de La saponaria, un'azienda che produce saponi e altri prodotti cosmetici artigianalmente, utilizzando materie prime locali e genuine. Direttamente dal suo sito, vi indico quali siano i principi base delle loro scelte:
 
  1. Km 0 e appoggio ai piccoli produttori locali
  2. Ingredienti biologici ed equosolidali (Certificazione Biocosmesi Suolo & Salute)
  3. Produzione artigianale ed attenta
  4. Ricette semplici, efficaci e a basso impatto ambientale
  5. No a Sles, Siliconi, Edta, profumi, coloranti sintetici e derivati petrolchimici.
  6. No ad olio di palma e ad ingredienti ambientalmente insostenibili.
  7. No ai test sugli animali (adesione alla lista VIVO Cruelty Free)
  8. Packaging “leggero”, ecologico e riciclabile
  9. Prezzo equo


Sapone argan e oliva

Gnocchi (quasi) vegan

La mia nonna paterna era bravissima a fare la pasta fatta in casa. Fettuccine, quadrucci da fare in brodo, gnocchi...così, quando ieri, per la prima volta in vita mia, ho fatto gli gnocchi, l'ho sentita molto vicina. Mi sono rivista bambina, mentre, appoggiata al vecchio tavolino di cucina, la osservavo impastare con mani esperte, avvolta da nuvole di farina. La mia ricetta, però, è un po' diversa da quella degli gnocchi tradizionali...

GNOCCHI DI PATATE E TOPINAMBUR CON PISELLI E SALMONE
 


Lo dico subito, questa non è una ricetta del tutto vegan, dato che ci ho aggiunto un po' di salmone a listarelle e l'uovo nell'impasto degli gnocchi, ma ovviamente si può fare anche senza salmone e per amalgamare gli gnocchi si può usare della semplice acqua. Servono:

300 g di patate
300 g di topinambur
1 uovo
200 g di farina
Sale e pepe
4 manciate di piselli
3 fettine di salmone affumicato (ovviamente se non siete vegan)
1 confezione di crema di riso (ottimo sostituto della panna!)
1/2 cipolla
Olio evo

Cuocete patate e topinambur sbucciati. Una volta cotti, schiacciateli con lo schiacciapatate su un piano di legno e mettete al centro l'uovo, la farina e un po' di sale. Cominciate ad impastare, aggiungendo man mano la farina necessaria a fare un impasto compatto e soffice. Io vi ho scritto indicativamente 200 g, ma credo di averne usata di più alla fine. Lasciate riposare per qualche minuto l'impasto e poi iniziate a fare dei torciglioni da cui ricaverete gli gnocchi. Io, non essendo ancora praticissima, ho fatto in pratica degli gnoccoloni...voi che siete sicuramente più bravi, divertitevi a farli rigati coi rebbi della forchetta o con l'attrezzo apposito.

 Per il condimento, cuocete i piselli, dopo aver soffritto la cipolla nell'olio, per circa 10 minuti, poi aggiungete il salmone tagliato a striscioline e fate cuocere altri 5 minuti. Quando l'acqua bolle, buttate gli gnocchi aggiungendo all'acqua un po' d'olio per evitare che si attacchino. Scolateli quando vengono a galla e conditeli con piselli e salmone
, amalgamando con la crema di riso. 
La quantità di gnocchi è stata sufficiente per me, papà Micio e i Birbi. Regolatevi quindi con le dosi se volete fare più gnocchi.

MA COS'E' IL TOPINAMBUR?

Originario del Nord America, è conosciuto anche come rapa tedesca o carciofo di Gerusalemme. La parte commestibile di questa pianta dai fiori gialli, che avrebbero la caratteristica di girare sempre il capolino verso il sole (da qui il suo nome scientifico, Helianthus tuberosus, da "helios" = sole e "anthos" = fiore), sono i tuberi, dalla forma nodosa e irregolare, che si raccolgono in inverno e si cuociono come le patate. Poichè si trovano anche in zone alpine, la cucina piemontese lo impiega nella bagna cauda e nella fonduta.

Il topinambur ha ottime proprietà. Innanzitutto, a differenza delle patate, non contiene amido ma inulina, che quando viene digerita non produce glucosio e quindi può essere mangiata dalle persone con il diabete. Inoltre l’inulina è un’importante fonte di sostanze prebiotiche le quali agiscono a livello intestinale ripristinando la flora batterica con l’apporto di bifidus e lactobacilli.
In più il topinambur è anche un’importante fonte di sali minerali quali magnesio, potassio, fosforo e ferro e di oligoelementi come zinco, rame e selenio che, come è noto, possiede spiccate proprietà antiossidanti. Infine è fonte di biotina (vitamina H), utile per combattere stanchezza fisica, inappentenza e dolori muscolari.

Che bella scoperta, questo topinambur! Questo piatto è piaciuto tanto a tutta la famiglia Birbanti e, neanche a dirlo, abbiamo spazzolato tutto! Provateli e fatemi sapere!


 

mercoledì 9 gennaio 2013

Post solo per ragazze ecologiche!

Questo post è dedicato alle ragazze (al limite, ai ragazzi che vogliono fare un regalo utile ed ecologico alle proprie dame...). Parliamo della famosa COPPETTA MESTRUALE! Io ne sentivo parlare da un sacco di tempo e aspettavo l'occasione di trovarla in giro per provarla. Al negozio di prodotti sfusi che vi avevo segnalato qualche post fa ho trovato la MAMI CUP, di produzione italiana 100% e alla prima occasione...l'ho subito testata!
 
Innanzitutto bisogna dire che il "libretto" d'istruzioni all'interno della confezione non era assolutamente esauriente nella spiegazione su come inserirla, per cui è stato necessario ricorrere a qualche tutorial su Youtube (per fortuna in rete trovi IL MONDO!!). Dai racconti di altre donne sembrava che la questione "inserimento" dovesse essere più complicata, invece è stato più facile del previsto! Sarà che ho una certa dimestichezza con gli assorbenti interni, ma non ho trovato impossibile inserire la coppetta. Certo, posso capire che donne che non hanno mai usato gli assorbenti interni o che - per i loro motivi - non amano "smanettare" nelle proprie zone intime non trovino facilissimo l'uso di questa invenzione - secondo me - geniale.
 
Perchè GENIALE? I motivi sono tantissimi:

1) ci libera per sempre dalla schiavitù degli assorbenti: non si acquistano più, per tutta la vita, e questo è già un risparmio enorme se pensate che questa coppetta costa 23 EURO (io l'ho pagata così, poi ci sono altre marche che possono costare di più, ma siamo sempre sotto i 50 euro, per cui è una spesa che si ammortizza in breve tempo);
 
2) è un dispositivo assolutamente ecologico: non getteremo più nessun assorbente difficile da smaltire nella spazzatura e anche questa è una bella soddisfazione!
 
3) in quei giorni stop all'ansia da "oddio, sono uscita e non mi sono ricordata di mettere l'assorbente in borsa": dove andate voi, viene lei, la potete facilmente svuotare e reinserire ogni volta che volete, dove volete!
 
4) si può andare al mare o fare sport senza la paura di fuoriuscite e senza il minimo fastidio! Una volta inserita, davvero non ci si accorge di averla.

Ne esistono due versioni,

la taglia L, adatta a donne che hanno avuto una gravidanza o hanno un flusso molto abbondante, e la taglia M, adatta a chi non ha ancora avuto figli.
Anche la sua manutenzione è molto facile: la sterilizzate in acqua bollente la prima volta che la usate e poi ogni volta che finisce il ciclo. Ad ogni cambio, basta che la sciacquiate sotto l'acqua corrente, al limite lavandola con un po' di sapone.
 
Care amiche downshifters, io ve la consiglio caldamente. E' davvero un bel modo di essere donne eco-friendly!

lunedì 31 dicembre 2012

Come produrre da sole una meravigliosa e naturale CREMA VISO!

Come preannunciato, sto leggendo il libro di Dafne Chanaz "Fare in casa cosmetici naturali", davvero molto utile e interessante! Oltretutto questa donna, pur essendo molto giovane, ha alle spalle una lunga esperienza nel campo dell'autoproduzione e dell'ecosostenibilità. Qui a Roma anima l'associazione 'Casa del cibo' che vi ho segnalato in un post su fb, dove spero di andare al più presto per assistere al corso di panificazione con la pasta madre. Per non violare i diritti d'autore, qui nel mio blog non voglio di certo riproporvi tutto il libro, ma solo qualche ricetta facile e simpatica per autoprodurre una crema per il viso o per il corpo.

Innanzitutto bisogna preparare la CREMA BASE. Sterilizzate tutti gli strumenti che userete con alcool buongusto (quello per fare i liquori, per intenderci) e cotone idrofilo.

Gli ingredienti sono:

5 g di burro di karitè
3 g di cera d'api
40 ml di olio di mandorle
20 ml di olio di jojoba
30 ml di acqua distillata
2 g di lecitina di soia (corrispondente a 5-6 capsule degli integratori in commercio)
9 gocce di estratto glicerico di semi di pompelmo
30 gocce di olii essenziali

FASE 1

Su una bilancia pesa grammi sterilizzata, pesare  i 5 g di burro di karitè e i 3 g di cera d'api. Metteteli in una ciotola con le capsule di lecitina (ovviamente sia il cucchiaio con cui prelevate gli ingredienti che la ciotola devono essere sterilizzati. Ricordate bene questo: TUTTO deve essere sterilizzato).

FASE 2

Mettete la ciotola in un pentolino con due dita d'acqua e uno straccio sul fondo. Fate bollire l'acqua per sciogliere le cere a bagnomaria. Quando iniziano a liquefarsi, con una forchetta bucate le capsule di lecitina e mescolate. Quando il liquido delle capsule è uscito, rimuovete il rivestimento delle stesse per mezzo di un bastoncino o di una forchetta.

FASE 3

Unite i 40 ml di olio di mandorle e i 20 ml di olio di jojoba. A parte, appoggiate sul fornello un altro pentolino disinfettato dotato di beccuccio in cui mettere i 30 ml d'acqua distillata. Aspettate che l'acqua sia calda, ma non bollente.

FASE 4

Versate molto lentamente, a filo, l'acqua negli olii, continuando a sbattere la forchetta sempre nello stesso verso, come fareste per preparare una maionese! Finito di aggiungere l'acqua, continuate a mescolare nello stesso verso e alla stessa velocità. Ora togliete la ciotola dal bagnomaria e continuate a mescolare, un po' più lentamente, fino a che l'emulsione non si sia raffreddata. Occhio a questo passaggio perchè se non si continua a mescolare, la crema potrebbe impazzire, proprio come una maionese!

FASE 5

Quando la crema è quasi fredda, inserite 9 gocce di estratto di semi di pompelmo e infine gli olii essenziali che preferite (30 gocce in tutto, al massimo). Mettete la crema in un barattolo riciclato di crema viso (manco a dirlo, sterilizzato).

Poichè acqua e olio, come è noto, tendono a separarsi, la tenuta nel tempo della crema potrebbe rivelare delle sorprese. Ma questo non deve preoccuparvi, secondo me, soprattutto se pensate che state usando
a) una crema fatta da voi, interamente da voi
b) una crema senza alcuna sostanza chimica (e quindi ci può stare che non si comporti da "perfettina" come tutte le creme industriali!).

Insomma, la ricetta per ridurre i costi della nostra bellezza non mi sembra impossibile da seguire. Provateci anche voi insieme a me e fatemi conoscere i risultati!

venerdì 14 dicembre 2012

Cereali da cuocere in poco tempo!

Non troppo lontano da casa mia ho trovato un supermercato biologico della catena Cuorebio, dove ho trovato un vasto assortimento di prodotti adatti alla mia nuova alimentazione vegan. Tra questi, volevo segnalarvi i SUBITO PRONTI della Ecor. E' una linea di cereali spezzettati (farro, grano duro integrale, orzo, soia gialla) che cuociono in 15 minuti, facendo risparmiare parecchio tempo! Si possono aggiungere alle minestre e alle zuppe, soprattutto a quelle dei bimbi, come si farebbe con una qualunque pastina.  
 
 
Approvato dai Birbi!
 


venerdì 7 dicembre 2012

La rucola, erba lussuriosa!

Molte persone che vivono in città pensano che fare un orto in balcone sia impossibile. Un po' per gli spazi ridotti, un po' per la mancanza di tempo, un po' per l'inesperienza nelle coltivazioni...Ma a volte basta veramente poco per avere nel piatto un cibo sicuramente cresciuto con amore e senza sostanze nocive. E' con grande orgoglio che vi presento...
 
LA MIA RUCOLA!!!
 
 
E' la prima delle cose che ho piantato ad essere spuntata, con mia grande soddisfazione.
Insomma, ragazzi, se ce l'ho fatta io, può farcela chiunque, credetemi.
E dovevate sentire quanto era buona! Con un retrogusto piccante, tipico della rucola....Un filo d'olio evo e il gioco è fatto!
 
QUALCHE INFORMAZIONE SULLA RUCOLA
 
Poco calorica (30 kcal per 100 g), contiene moltissima vitamina C e diversi sali minerali. Ha proprietà depurative, digestive, diuretiche, tanto che in antichità era usata più per le sue virtù medicamentose che in cucina. I Romani la usavano soprattutto per le sue virtù afrodisiache, al punto che nei terreni in cui si coltivava la rucola si potevano facilmente trovare statue falliche in onore del dio Priapo (una divinità - diciamo così - un po' birichina...). Diversi scrittori latini, tra cui Ovidio e Columella, la consigliano per risvegliare i mariti pigri. Sarà vero? 
Nel dubbio io mi faccio la mia bella insalatina, magari accompagnata da qualche pachino e una manciatina di semi di lino....
 
E voi cosa avete piantato sul vostro balcone?

Micro-lavatrice per i panni della cucina!

Per pulire e profumare i panni in microfibra con cui pulisco la cucina ed evitare l'uso della candeggina, ho inventato una soluzione...
 
LA MICRO-LAVATRICE!
 

In un grande barattolo, metto in panni con un cucchiaio di acido citrico, mezzo bicchiere di alcool, qualche goccia di tea tree oil e di olio essenziale di menta, riempio d'acqua fin quasi all'orlo, chiudo e comincio ad agitare simulando il movimento della lavatrice.
 
Lascio lì in ammollo i panni per tutta la notte e al mattino sono puliti e profumati. Se li volete igienizzare ulteriormente, potete metterli in lavatrice a 60° (magari quando lavate cose parecchio sporche che necessitano di alte temperature).
 
In barba alla candeggina, che inquina come una petroliera!